…di un pastore errante in salotto.

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“Il giardino delle delizie”, di Jeroen Anthoniszoon van Aken, detto Hieronymus Bosch

Tanta gente, troppa, impegnata spesso in attività che non capisci, non ti attirano o di contro nelle quali non riesci ad inserirti (e il fatto che siano in larga misura nudi dovrebbe fornire indizi sulla natura di questa terza categoria)

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Tanta gente, troppa, impegnata spesso in attività che non capisci, non ti attirano o di contro nelle quali non riesci ad inserirti (e il fatto che siano in larga misura nudi dovrebbe fornire indizi sulla natura di questa terza categoria)

4 Responses to “…di un pastore errante in salotto.”

  1. MaTTe says:

    La risposta alla tua domanda sul mio blog è ovviamente sì …
    la risposta al tuo post personalmente la chiamerei “rifuggere la massificazione omologata”, ma è il parere di un economista, non di uno psicanalista …

  2. AnnyPan says:

    “Diversificabile” suona decisamente meglio di “diverso” 🙂
    E qua si potrebbe instaurare un dialogo costruttivo: io invece di natura cerco il casino (ora molto meno in realtà), istintivamente mi veniva da scegliere la comitiva più numerosa, il posto più nuovo o imprevisto. Ora la mia scelta è molto diversa qualitativamente parlando (e meno male), però mantengo ancora un occhio di riguardo per le “serate” casinare. Meglio un concerto della discoteca, meglio una festa privata che un festone casuale… la discriminante delle serate è sempre e comunque la compagnia: se è buona, tutto va per il meglio, se non lo è… anche io rifuggo (e sono pessima nell’inventare le scuse…). Io penso che ognuno debba coltivare e tenersi strette le sue peculiarità, manie e scelte, che fanno parte di sè (lo penso sul serio) ma che se avverte del disagio nel modo in cui affronta qualcosa… deve farci leva sopra e scardinarle. O almeno questo è quello che tento di fare io quando non mi “soddisfo” nel modo in cui aggiro un problema o una opportunità 🙂
    Forse il tutto sta nel smettere di considerare il “fuori” e il “dentro” come spazi dimensionalmente separati e invece sentirsi “forme uniche nella continuità dello spazio” (Boccioni docet! ok la smetto). Altra regola d’oro dell’Agnese, meglio rimorsi che rimpianti (o meglio nessuno dei due!). Sono uno schifo come psicanalista, lo ammetto, in compenso mi diletto a scrivere scontate massime e riflessioni di cui a nessuno importa troppo 🙂
    Però mi è piaciuta la parola “diversificabile”. Credo che si possa rimanese SEMPRE coerenti con se stessi anche in ambienti diversi, se si è davvero coerenti con se stessi!

  3. Campus says:

    quattro stracci, francesco guccini. Che cosa ho vinto?????:P:P:P:P:P

  4. belinde says:

    @ MaTTe: account creato, e approvazione per la spiegazione dell’economista.

    @ AnnyPan: sono soverchiato da cotanta saggezza…

    @ Campus: come dicevo nel testo, principalmente cotillons…

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